Hey! Questo non si può fare! :-)

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Solitamente l’introduzione al catalogo di una mostra fotografica o il prologo introduttivo ad una mostra, come in tal caso, dovrebbero essere scritti in terza persona al fine di garantire il massimo distacco emotivo e dunque una oggettiva quanto valida critica alle opere.
Sono costretta ad una inevitabile quanto piacevole eccezione alla regola, perché come potrei parlare in maniera distaccata delle opere qui contenute e del mio amico “muzungu”?
“Tengo” un amico- nella lingua spagnola il verbo “tener” indica possesso nel senso di appartenenza di qualcosa a qualcuno o viceversa, come un tesoro – nel senso che lo tengo tra le mie cose e lo conservo con dedizione.
Tengo un amico che è un “sensitivo” cioè che ha la capacità, rara e dunque preziosa, di sentire le cose del mondo.
Tengo un amico che ha sentito un viaggio ed ha scritto un diario di bordo che ha diviso con pochi ma che è il frutto dell’aver sentito con tanti.
Per questo viaggio Sebastiano del Gobbo è partito ma mi domando se sia mai davvero tornato.
Si torna davvero da un viaggio, dopo aver visto, toccato e sentito? In verità una parte del viaggiatore non torna mai indietro e sapete perché?
Perché lui è un viandante al participio presente, il suo viaggio non ha fine ed ogni volta che si sposta perde un pezzetto di sé ma ne acquista di nuovi e di più belli lungo il cammino.
Anche voi sarete viandanti al participio presente, viaggerete lungamente sino in Africa e la vedrete con gli occhi di Sebastiano del Gobbo, “muzungu” in terra straniera.
L’Africa che vedete brillare in queste sale così antiche, che tutto si sarebbero aspettate fuorché farsi attraversare dal vento caldo e ristoratore del sud del mondo, è il frutto di piacevoli conversazioni e proficui scambi.
Chiedendomi pareri ed opinioni, di volta in volta Sebastiano mi conduceva in Uganda, lasciando che fossero le immagini a parlare per lui.
Più volte, nel corso dei nostri incontri, ho utilizzato la metafora della “trapunta”: la tua Africa, Sebastiano, è una grande trapunta i cui frammenti sono “tutto ciò che c’è da sapere sull’Africa.”
Un manuale d’uso del sentimento per chi guarda, uno spontaneo atto d’amore per un paese e nei confronti della vita.
Tutto ciò che c’è da sapere sull’Africa e tutto ciò che c’è da sapere sei anche tu, muzungu.

Ilaria Sciadi Adel

Muzungu è stata esposta in diversi comuni marchigiani e, grazie alla generosità dei visitatori, ha raccolto fondi per aiutare giovani studenti ugandesi.

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